Tutti aspettano di sapere i particolari. Fame assurda e impietosa di cibo infetto.
A seconda della parte che si vuole presidiare cambia il j’ accuse.
La madre spedisce missili contro la comunità; non conosciamo chi siano né l’una né l’altra.
Le persone amiche di Pamela tacciono: un vuoto che vuol dire solitudine e isolamento?
I social assomigliano sempre più alle discariche abusive.
I TG fanno audience; mentre la politica la posta sul 4 marzo per raccogliere consensi.

Il problema, in generale, non è la crisi giovanile e la questione droga come esorcismo dal non futuro; il problema, dicono loro, sono i negri.

Quelli che nelle stesse ore in cui moriva Pamela, sono annegati in 90 su quel gommone sgonfio ma stracarico di vite. Loro sono il problema, non quelli che le nostre mafie hanno assoldato nei loschi affari di morte.

Da anni ormai le comunità di recupero lavorano nel disinteresse dello Stato e vengono in primo piano solo se vi accade qualcosa di brutto.

Basta cercare le colpe! Sono ovunque (anche nelle case) dove si annida il disvalore, il culto del successo/denaro così ben foraggiato dai grandi imprenditori della comunicazione.

Per oggi basta. Alla prossima.

Si attendono proposte innovative capaci di incastrare i cavalieri del nulla ed i burattinai della tragedia. (DAC)

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