8 Giugno 2019. Progetto in corsa al Parco Nord


Cinque kilometri di felicità, mi verrebbe da dire. Non competizione, ma contagio di pace: mentre tutto attorno ci si muove per arrivare prima degli altri, per acquistare punti social,
per parlare sopra le parole degli altri, per imbalsamarsi davanti a un TV canale GF, l’abbraccio nel Parco ti racconta un altro mondo. Sicuramente più giusto! Si cammina e si parla ascoltandosi con l’orecchio del cuore; ogni tanto una sosta per meravigliarsi e stupirsi del sorso d’acqua, un accenno di corsa per verificare se per caso non stiamo sognando, e via. L’importante è andare e andare insieme; si capisce che è vera l’espressione del poeta Machado: “Viandante, non c’è un sentiero, il sentiero si traccia camminando…” Si impara ad ogni passo; è possibile vedere avanti, disegnare futuro.
I “caminantes” non erano la folla delle maratone; una cinquantina di amici che hanno avuto la voglia di negarsi alla poltrona. Un’esperienza voluta anche per esprimere vicinanza a chi con l’Associazione ProgettoN si impegna quotidianamente a riaccendere la speranza in chi l’aveva dimenticata.
Bello. Belle soprattutto tre immagini che porterò con me: quella di un adolescente che, il polso quasi ammanettato a quello di un non vedente adulto, lo ha scortato dalla partenza all’arrivo! Quella di un bimbo peruviano che è riuscito a far iscrivere la mamma per poter correre lui: due occhi nerissimi che sprizzavano gioia, e dolce fierezza. Quella di alcuni sessantenni che per mesi hanno confezionato un pomeriggio distante, credendoci come si fa ogni volta che si regala tempo per un dono nuovo offerto agli altri.
Ho rivisto alcuni miei scolari di quarant’anni fa e, come loro, anche gli alberi del parco sono ormai diventati ultra-maggiorenni; abbiamo commentato insieme come tutto può crescere e cresce silenziosamente vicino e dentro a noi. I tigli e gli olmi elargivano sorrisi compiaciuti. (DAC)

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